Come già ho detto altre volte Matrix è una delle trilogie di film che più apprezzo. Questa mia preferenza è dettata soprattutto dal contenuto ed il significato dei dialoghi di tutti e tre i film. Recentemente ho avuto l'occasione di rivedermi il Reloaded, ovvero il 2° capitolo della saga. Ho praticamente spulciato tutte le scene del film ricavandone una buona dose di frasi pregnanti(neretto). Eccole:
NEO: Se questo è vero, allora fai parte di questo sistema... sei un altro strumento di controllo.
ORACOLO: Prosegui su...
NEO: A questo punto la domanda più ovvia diventa: come posso fidarmi di te?
ORACOLO: Non c'è dubbio, è un bel dilemma. La cosa più brutta è che non hai modo alcuno per capire se io sia qui per aiutarti o no. Quindi dipende solo da te. In poche parole, ragazzo mio, devi decidere se accettare quello che ti dirò o rifiutarlo. Dolcetto? [gli offre una caramella]
NEO: Tu sai già se l'accetterò, vero?
ORACOLO: Se non lo sapessi, bell'Oracolo sarei!
NEO: Ma se sai già la risposta, come posso fare una scelta?
ORACOLO: Perché non sei venuto qui per fare una scelta... la scelta l'hai già fatta. Sei qui per conoscere le ragioni per cui l'hai fatta. Credevo che a questo fossi arrivato ormai...
NEO: Tu perché sei qui?
ORACOLO: Per la stessa ragione. Sono golosa di dolci.
NEO: Ma perché ci aiuti?
ORACOLO: Siamo qui per fare quello che tutti dobbiamo fare qui... A me interessa una cosa sola, Neo: il futuro. E, credimi, io so che il solo modo per raggiungerlo è insieme.
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NEO: Vedo Trinity... succede qualcosa... qualcosa di brutto... lei inizia a cadere...
e poi mi sveglio.
ORACOLO: Tu la vedi morire?
NEO: No.
ORACOLO: Tu hai la veggenza ora, Neo. Stai
osservando un mondo senza tempo.
NEO: E perché non posso vedere che cosa le
succede?
ORACOLO: Non possiamo mai vedere al di là
delle scelte che non ci sono chiare.
NEO: Stai dicendo che devo scegliere se Trinity
deve vivere o deve morire?
ORACOLO: No, tu hai già operato la tua scelta.
Adesso la devi comprendere...
NEO: No, non lo posso fare. Non voglio.
ORACOLO: Lo devi fare.
NEO: Perché?
ORACOLO: Perché sei l'Eletto.
NEO: E se non ci riesco? Che succede se fallisco?
ORACOLO: Allora Zion cadrà, Neo.Il nostro tempo è scaduto. Ascoltami, Neo, tu puoi salvare Zion se raggiungi la Sorgente. Ma per farlo, ti serve il Fabbricante di Chiavi.
NEO: Il Fabbricante di Chiavi?
ORACOLO: Sì, è scomparso molto tempo fa. Non sapevamo che fine avesse fatto fino ad oggi. E' tenuto prigioniero da un soggetto alquanto pericoloso, un altro programma, uno di quelli più antichi. Il suo nome è Merovingio. Non mollerà l'osso facilmente.
NEO: Che cosa vuole?
ORACOLO: Che cosa vogliono tutti gli uomini di potere? Maggior potere. Non mollare.
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NEO: E quale sarebbe questa ragione?
SMITH: Io l'ho uccisa, Signor Anderson. L'ho vista agonizzare... con una certa soddisfazione, non lo posso negare. C'è stato un imprevisto
poi... un evento che io davo per impossibile, ma che comunque si è verificato. Lei ha distrutto me, Signor Anderson. In seguito, conoscendo
e regole, io sapevo bene che cosa avrei dovuto fare... ma non l'ho fatto. Non ci sono riuscito... mi sono sentito obbligato a restare... obbligato a disobbedire... E adesso, come vede, mi trovo qui per colpa sua, Signor Anderson. Per colpa sua non sono neanche più un Agente di questo sistema. Per colpa sua adesso sono scollegato, sono cambiato. Un uomo nuovo, potremmo dire uguale a lei. Apparentemente libero...
NEO: Congratulazioni.
SMITH: Grazie. Ma, come lei ben sa, le apparenze possono ingannare e riportano la nostra conversazione alla ragione per cui siamo qui. Noi non siamo qui perché siamo liberi. Siamo qui perché non siamo liberi. Di sottrarci a questo dato di fatto. Non c'è ragione. Nel negarlo non c'è scopo, perché sappiamo entrambi che senza scopo, noi non esisteremmo.
CLONE DI SMITH: E' lo scopo ad averci creati.
CLONE DI SMITH: E' lo scopo che ci connette.
CLONE DI SMITH: E' lo scopo che ci motiva.
CLONE DI SMITH: Che ci guida.
CLONE DI SMITH: Che ci spinge.
CLONE DI SMITH: E' lo scopo che stabilisce.
CLONE DI SMITH: Lo scopo che ci vincola.
SMITH: Noi siamo qui per colpa sua, Signor Anderson. Siamo qui per togliere a lei quello che lei ha cercato di togliere a noi... lo scopo.
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CONSIGLIERE: [...]La gente ragiona così. A nessuno interessa come funziona una cosa, finché funziona. A me questo posto piace. E mi piace ricordare che la città riesce a sopravvivere grazie a queste macchine. Queste macchine ci tengono tutti in vita, mentre altre macchine vengono a distruggerci. E' singolare, non trovi? Il potere di dare la vita... e di toglierla...
NEO: Noi abbiamo lo stesso potere.
CONSIGLIERE: Sì, ce l'abbiamo, ma... qua sotto a volte ripenso a tutti quelli che sono collegati a Matrix e quando guardo queste macchine io non posso non considerare che in un certo senso noi siamo collegati a loro.
NEO: Ma noi le controlliamo queste macchine, non avviene il contrario.
CONSIGLIERE: Beh, certo che no... come potrebbero? L'idea stessa è una pura assurdità, ma ti spinge tuttavia a chiederti: che cos'è il controllo?
NEO: E' la facoltà di spegnere quelle macchine, volendo...
CONSIGLIERE: Giusto! E' così, hai fatto centro. Quello è avere il controllo. Se volessimo, potremmo farle in mille pezzi... prima però converrebbe valutare che cosa accadrebbe alle nostre luci, al calore, alla nostra aria.
NEO: Noi dipendiamo dalle macchine e loro da noi. E' questo il concetto, Consigliere?
CONSIGLIERE: No, nessun concetto. Ai vecchi come me non importa imporre il punto di vista. Non serve a niente...
NEO: E' per questo che non ci sono giovani nel Consiglio?
CONSIGLIERE: Osservazione acuta.
NEO: Perché non mi dice che cosa ha in mente?
CONSIGLIERE: Di questo nostro mondo tante sono le cose che non capisco...vedi quella macchina? Ha qualcosa a che fare con il riciclaggio della nostra scorta d'acqua e ti assicuro non ho idea di come funzioni. Il perché invece debba funzionare lo comprendo bene...non ho la più pallida idea di come tu abbia potuto fare alcune delle cose che hai fatto e fai, ma credo che esista un preciso perché anche per quelle. Il mio augurio è che noi possiamo conoscerlo prima che sia troppo tardi.
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MORPHEUS: Tu sai perché siamo qui?
MEROVINGIO: Sono un trafficante di informazioni, so tutto quello che riesco a conoscere. Il punto semmai è... voi lo sapete perché vi trovate qui?
MORPHEUS: Stiamo cercando il Fabbricante di chiavi.
MEROVINGIO: Ah già, è vero, sì... il Fabbricante di chiavi, certo. Ma questa non è
la ragione, non è il perché. Il Fabbricante di chiavi per sua stessa natura è un mezzo, certo non è un fine... perciò... cercare lui equivale a cercare un mezzo... per fare cosa?
NEO: Tu hai la risposta a questa domanda.
MEROVINGIO: Ma voi l'avete? Credete di averla, ma non è così. Voi siete qui perché
siete stati mandati qui. Vi è stato detto di venire qui e avete ubbidito. Del resto
è così che vanno le cose. Sapete, esiste un solo principio costante, un solo principio universale ed è l'unica autentica verità: la causalità. Azione, reazione. Causa ed effetto.
MORPHEUS: Tutto comincia però con una scelta.
MEROVINGIO: No, errore. La scelta è solo un illusione creata ed imposta tra chi ha potere e chi non ne ha. [...] Ecco, questa è la vera natura dell'Universo. Contro questa cosa noi lottiamo, la rinneghiamo, ma è una messinscena, è solo facciata. Al di sotto della nostra composta apparenza, la verità è che noi siamo assolutamente senza... controllo.[...] Causalità. Non c'è verso di sfuggirle. Le saremo in eterno assoggettati. La nostra solo speranza, la nostra pace dipendono dal capire questo. Dal capire innanzitutto il perché. Il perché è ciò che differenza noi da loro. E voi da me. Il perché è la sola vera fonte di potere. Senza di esso siete impotenti. Così siete venuti da me. Senza perché, quindi senza potere. Un altro anello della catena.
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CONSIGLIERE: Stasera rendiamo onore a questi uomini e a queste donne, a questi nostri soldati, ai nostri guerrieri. Ai mariti, alle mogli, ai
nostri fratelli e sorelle, ai nostri figli. E ricordiamo tutti quelli che abbiamo perduto, rendendo poi grazie per tutti quelli che abbiamo ritrovato e che ora sono qui accanto a noi. Ora gradirei che fosse qualcun altro a concludere questa orazione. uno che non ha un'occasione di parlare qui da lungo tempo, ma sono certo, dirà cose che abbiamo utti bisogno di sentire. La parola a Morpheus.
MORPHEUS:: ZION Ascoltami. Corrisponde a verità quello che molti di voi hanno sentito dire. Le macchine hanno costituito un'armata e mentre vi parlo si sta avvicinando alla nostra città, questa armata. Credetemi quando vi dico che abbiamo tempi molto duri e difficili davanti a noi ma se vogliamo prepararci ad affrontarli dobbiamo prima liberarci delle nostre paure. Io sto qui, adesso, davanti a voi, assolutamente tranquillo.
Perché ? Perché credo fermamente in qualcosa e voi no ? No ! Mi vedete qui, senza il minimo timore, perché mi ricordo, mi ricordo perché sono qui, non grazie al percorso che scorgo davanti a me, ma grazie al percorso che mi sono lasciato alle spalle. Mi ricordo che sono cento anni che combattiamo contro queste... macchine. Mi ricordo anche che sono cento anni che mandano i loro eserciti a distruggerci. E dopo un secolo di guerra senza quartiere, mi ricordo la cosa più importante di tutte: CHE NOI SIAMO ANCORA QUI ! Stasera facciamo sí che arrivi un messaggio a quell'armata. Stasera facciamola vibrare questa caverna. Stasera facciamoli tremare questi edifici di pietra, di acciaio, di terra; che ci sentano tutti, dal nucleo del pianeta fino al cielo nero. Stasera ricordiamo loro che capiscano una volta per tutte che questa è Zion e che noi non abbiamo paura !
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MORPHEUS: È tutta la vita che combattiamo questa guerra. Stanotte possiamo porvi fine. Stanotte non è un evento fortuito, non c'è niente
di fortuito. Non siamo venuti qui per caso. Io personalmente non credo nel caso. Specie ora davanti a tre obiettivi, tre capitani, tre navi. Io non parlerei di coincidenza... ma di provvidenza, di scopo. Io penso che trovarci qui sia la nostra sorte. Credo sia il nostro destino, e penso che quanto accadrà stanotte in fondo per ognuno di noi rappresenti il vero scopo della nostra vita.
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ARCHITETTO: Giusto, è vero. Interessante, sei stato più veloce degli altri. Matrix è più vecchia di quanto tu immagini. Io preferisco contare partendo dalla comparsa della prima anomalia, fino al manifestarsi della successiva. Questa è la sesta versione.
NEO: Ci sono solo due possibili spiegazioni: o nessuno me lo ha mai detto o nessuno Lo sa.
ARCHITETTO: Precisamente. Come ora stai senza dubbio intuendo, l'anomalia è sistemica e crea pericolose fluttuazioni anche nelle più semplici equazioni.
NEO: La scelta. Il problema è la scelta.
ARCHITETTO: La prima Matrix che disegnai era assolutamente perfetta. Un'opera d'arte, impeccabile, sublime. Un trionfo eguagliato solo dal suo monumentale fallimento. L'inevitabilità del suo destino mi è ora evidente quale conseguenza dell'imperfezione
intrinseca dell'essere umano. Perciò la riprogettai basandomi sulla vostra storia, per rispecchiare con accuratezza le espressioni grottesche della vostra natura. Tuttavia venni ancora frustrato dal fallimento. In seguito giunsi alla conclusione che la risposta mi sfuggiva perché esigeva una mente inferiore, o se vogliamo, una mente meno vincolata della mia a parametri di perfezione. Tant'è che la soluzione fu trovata per caso da un altro programma intuitivo inizialmente creato per indagare su alcuni aspetti della psiche umana. Se io sono quindi il padre di Matrix, lei è senza dubbio alcuno sua madre.
NEO: L'Oracolo.
ARCHITETTO: Ti prego! Come ho detto, lei trovò per caso una soluzione grazie alla quale il 99% dei soggetti testati accettò il sistema a condizione di avere una scelta, anche se la consapevolezza di tale scelta era a livello quasi inconscio. Benché la trovata funzionasse, era fondamentalmente difettosa, dato che di fatto generava quella contraddittoria anomalia sistemica (detta libero arbitrio ndAsami) che, se non controllata, poteva minacciare il Sistema stesso. Ergo, coloro che non rifiutavano(e parliamo sempre di una minoranza), lasciati senza controllo, potevano costotuire
una crescente probabilità di disastro.
NEO: Qui sta parlando di Zion...
ARCHITETTO: Tu ora sei qui perché Zion sta per essere distrutta. Ogni suo abitante sarà sterminato e l'esistenza stessa della città sarà cancellata.
NEO: Stronzate!
ARCHITETTO: Il rifiuto è la più prevedibile di tutte le reazioni umane. Comunque sia, sta tranquillo: questa sarà la sesta volta che siamo costretti a distruggerla. E ormai siamo diventati oltremodo efficienti nel farlo. La funzione dell'Eletto è quella di tornare alla Sorgente permettendo una temporanea distribuzione del codice di cui sei portatore e il ripristino del programma originale. Dopo ti verrà chiesto di selezionare dall'interno di Matrix 23 individui, 16 femmine e 7 maschi, per ricostruire Zion. La mancata ottemperanza a questo processo provocherà un cataclismico crash del Sistema che ucciderà chiunque sia collegato a Matrix, cosa che, abbinata all'annientamento di Zion, sostanzialmente causerà l'estinzione dell'intera razza umana.
NEO: Non vi conviene. Non lo permetterete. Gli esseri umani vi servono per sopravvivere.
ARCHITETTO: Esistono livelli di sopravvivenza che siamo preparati ad accettare. Tuttavia la questione
più rilevante è se tu sei pronto ad accettare la responsabilità per la morte di ciascun essere umano di questo mondo. E' interessante osservare le tue reazioni... I tuoi 5 predecessori erano di proposito costruiti intorno alla comune attribuzione di una sensibilità positiva allo scopo di creare un profondo attaccamento al resto della tua specie per facilitare il compito dell'Eletto. Ma se gli altri vivono questo attaccamento in modo generico, la tua esperienza a riguardo è molto più specifica, dato che coinvolge l'amore...
NEO: Trinity!
ARCHITETTO: A proposito, è entrata in Matrix per salvarti la vita a costo della sua...
NEO: No!
ARCHITETTO: Il che ci porta infine al momento della verità, in cui la vostra fondamentale imperfezione finalmente si manifesta e l'anomalia può rivelarsi nella sua doppia veste di inizio e di conclusione. Ci sono 2 porte: la porta alla tua destra conduce alla Sorgente e alla salvezza di Zion; quella alla tua sinistra riconduce a Matrix, a lei e alla tragica fine della tua specie. Come tu hai ben riassunto, il problema è la scelta. Ma noi sappiamo già quello che farai, non è vero? Già intravedo la reazione a catena... precursori chimici che segnalano l'insorgenza di un'emozione disegnata appositamente per soffocare logica e ragione... un'emozione che già ti accieca e ti nasconde la semplice ed ovvia verità: lei è condannata, sta per morire e non c'è
niente che tu possa fare per impedirlo. La speranza! La quintessenziale illusione umana e al tempo stesso la fonte della vostra massima forza e della vostra massima debolezza.
NEO: Se fossi in lei, spererei di non dovermi rincontrare.
ARCHITETTO: Non avverrà.
(Se avete qualcosa da ridire…)